Arrancando

mercoledì, 15 novembre 2006

Pirellirex

In questa serata così fresca, tranquilla e dedicata,


ti accarezzo.


Con la mano stringo piano il tuo collo.


Dolce violenza, piacevolmente condivisa.


Un gesto esprime il sentimento che l’hà generato


solo quando la potenza incontra il controllo.


Per cui ora non starnazzare,


amore mio cianotico.


scritto da: Orkocane alle ore 23:09 | link | commenti (3)
categorie: tenerezza
giovedì, 02 novembre 2006

Fratelli Dalton

E’ opinione diffusa, ancorchè errata, che il daltonismo consista nell’ invertire il verde con il rosso. In realtà è una imprecisa percezione di alcune lunghezze d’onda: il verde, il rosso, il blu, il violetto o combinazioni di questi colori. Il disturbo è grave in vari gradi ed è accertato quando il soggetto, misurato con semplici metodi sperimentali, supera una soglia standard di normalità; all’interno di questa tutte le persone hanno una propria soggettiva percezione dei colori, che determina il loro gusto, le preferenze, le intolleranze, gli accostamenti...
Queste sottili differenze fra il tuo blu ed il mio costituiscono quella piccola diversità che crea la giusta tensione per distinguere, comprendere, condividere.
Analogamente nella comunicazione: l’aggettivo ha un significato proprio per chi lo pronuncia, diverso per chi lo intende. Evoca fatti, situazioni, sensazioni personalissime.
Passa il tempo e crescono le condivisioni, per cui posso esserti più preciso nel linguaggio, pesando le ali di una farfalla, ultima minima differenza di potenziale che fa scaturire l’energia del nostro rapporto.
Ma per oggi pomeriggio, per spiegare il livello della nostra reciproca comprensione, userei un paragone daltonico:
quello che hai visto giallo oltremare per me era blu canarino un poco stinto.
Reset.
D’ora in poi solo linguaggio tecnico, numeri.

scritto da: Orkocane alle ore 21:47 | link | commenti
categorie:
venerdì, 13 ottobre 2006

Gioco di palle su un tappeto v(m)erde

(La chiara, la scura ed io)

Lei ha il suo piccolo mondo grigio fatto di misure prese a paragone.

Un gioco prevedibile.

La scura è geniale, dinamica, potente e fantasiosa. Propone giochi freschi.

Io… io sono vecchio e sinceramente me ne frego.

Ho il mio gioco.

Due sponde di calcio, misura, solo l'omino di centro: 8 punti e messa!

E’ chiaro che si gioca all’italiana.

Solo per questo il birillo rosso vale doppio!

scritto da: Orkocane alle ore 23:49 | link | commenti (2)
categorie: prostatico
martedì, 10 ottobre 2006

Contatore

Ho un nipote che lavora all’AEM.

Stravaccato a 1800 metri s.m.

mi godo una giornata  di fancazzo fra sole e pioggia.

Non ho lavoro, canoni, altre merdate cui correre dietro.

Sono quasi tranquillo. 

“Zio, ti vengo a trovare!”

“Si! Caro, mi fa piacere.”

 Sai, sono preoccupato per te, per un eventuale conguaglio

Ho controllato sul terminale e tu non hai comunicato letture dal 2004!”

“E allora?”

“Visto che sei fra quelli che sono migrati da Enel ad AEM noi consideriamo la loro ultima lettura anche se presunta come la nostra prima effettiva...

Mi sale l’ansia.

…per cui molto probabilmente avrai una bolletta di conguaglio molto cara.

Fammi avere con un sms una lettura corrente, così, se posso, ti inserisco i dati in modo da farti pagare sto’ conguaglio un po’ alla volta.”

 

L’ansia è salita.

 

Minacciato di conguaglio dalla mia stessa razza.

 

Se mi troverete impiccato nel locale contatori…

non date colpa all’AEM

Ma, …Nico!!!???


scritto da: Orkocane alle ore 21:37 | link | commenti (2)
categorie: sociale, asociale
domenica, 08 ottobre 2006

Pannelli a messaggio variabile

(Formigoniane SS 36 e 38 ad ottima viabilità)

 

Tralascio le code tra Ardenno e Delebio. (Un giorno spiegherò perché le rotonde, che da quelle parti spuntano dalla sera alla mattina come crop circles, diventano un serio problema in caso di circolazione ad alta prevalenza unilaterale)

Corrono più di sessanta chilometri dalla galleria di Abbadia Lariana a Monza, sciroppati a passo d’ uomo.

Uno stillicidio, un’endovena.

Il mio passeggero, dopo quattro ore di tentativo di viaggio, mormorava a tratti, lo sguardo perso nel fiume di stop scintillanti, il nome del suo gattino, a mò di esclamazione.

Ma lui è giovane, non è abituato.

In una situazione del genere ti aspetteresti che l’Anas, venendo incontro al disagio del viaggiatore, lanciasse variabili messaggi di incoraggiamento, di sostegno psicologico, che so:

“Tieni duro, altri ce l’ hanno  fatta!”

“Sei quasi fuori dal tunnel”

“Pensa a quelli che sono partiti dopo J

Oppure, fermo in galleria dietro ad un limaccioso furgone d’antan, gradiresti un richiamo a piccole norme di educazione stradale:

“In caso di coda in galleria è raccomandabile spegnere il motore”

Più esplicito e scherzoso:

“Spegni quella vecchia caffettiera, stronzo, che tanto sei fermo e altro non puoi fare che grattarti le balle!”

“Le strade le asfaltiamo noi, se volete asfaltarvi i polmoni, tenete pure accesi i vostri luridi motori”

Sarebbe geniale se inventassero i “pannelli a messaggio variabile enigmistico” che proponessero un Sudoku facile con soluzione dopo quattro chilometri, uno difficile con la soluzione a dieci,  uno diabolico soluzione a Monza, premio consegnato dal Presidente del Comitato per il tunnel!

Così, per passare il tempo in compagnia, nascondere col gomito il tuo foglietto dallo sguardo avido di quel copione che dall’alto del  Suv  cerca di capire dove stai mettendo un sette.(Tutti i tipi Suv, pagando più tasse, si sentono ora autorizzati a fare le cose più immonde e stupide, come copiare il sette del Sudoku… ma forse era così anche prima)

 

INVECE NO!

 

Invariabilmente i pannelli a messaggio variabile recitano:

“Rispettate i limiti di velocità”

 

Orkocane!

 

SatANASso, mi stai prendendo pure per il culo.  

 


scritto da: Orkocane alle ore 22:26 | link | commenti (1)
categorie: traffico
sabato, 30 settembre 2006

Un posto in acqua (2)

Bramo un pesciolino nero! (finalmente consapevole)

Sempre tu?!

L’ultimo mio amorino:”Anch’io voglio un pesciolino rosso.”

Dubito sull’accostamento:

“Carlotta, mi sarai mica diventata milanista?”

“No, è che qui pesciolini azzurri non ce n’è”

(Quanto sei cara piccina)

OK: due pesciolini neri con le grandi vele.

Passo alla cassa… no! Nella boccia  di prima… NO!

Prendiamo una vaschetta quadrata, almeno non gli gira la testa.

Benvenuti, Gino e Gregorio.

 

Fine della seconda puntata


scritto da: Orkocane alle ore 23:22 | link | commenti (3)
categorie: acquariofilia-follia
venerdì, 29 settembre 2006

Un posto in acqua

(A…bramo)

 

L’era dell’acquario,

era Luciferina,

puzza di zolfo…

o di acquario.

Avete mai annusato l’acqua di un acquario?

Acqua dolce?

Acqua mefitica, stagno, pantano.

Nessuno immagina le schifezze che stanno in un acquario!

“ Bramo un pesciolino rosso, anzi, no! Quello lì nero, con le grandi vele, … è bellissimo: Abramo!”

Non so perché, hai scelto tu,  piccolo amore, il pesce e il nome.

E la boccia.

E' cominciata così.

Lavarlo col  sapone liquido (Dousse-Dousse? Dous-Dous? Doce-Doce? Dusdus?) non è stata la tua idea più brillante:

Abramo l’è sciupà! (ndr: Abramo ci ha lasciati!)

 

Fine della prima puntata di “Un posto in acqua.”


scritto da: Orkocane alle ore 21:42 | link | commenti (2)
categorie: acquariofilia-follia

U...mani

(Se è certo che lavandoci i piedi ci laviamo pure le mani, non altrettanto vero è che lavandosi le mani ci si debba lavare anche i piedi)
 
Amo le mani
Il mio retaggio è contadino ed artigiano.
Amo la mano enorme di Giovanni, che allunga le dita forti, tozze per calli e tagli, lisciando le piume della sua tortora.
Le mani gonfie della vecchia signora che confeziona abitini per bambole.
Le mani ormai adunche di mia madre, una vita dedicata ai suoi quattro maschi.
Adoro le tue mani, penultimo amorino; dita lunghe, nervose e forti, vortice preciso sulla tastiera;
uguale vortice riverbera il suono nell’aria, nell’emozione.
Mani che si stringono in patto, mani che si alzano per benedire, maledire, schiaffeggiare, insultare;
applaudono, accarezzano, danno un cinque, percorrono per prime le strade del piacere.
L’identità nelle dita, nel palmo il carattere, e il passato, il presente, il futuro. 
E scopro il motivo della mia inadeguatezza: sbaglio arto!
Champions League, Coppa Uefa, Campionato.
Ma i piedi puzzano del loro, le mani no!

scritto da: Orkocane alle ore 15:17 | link | commenti
categorie: sociale, asociale
domenica, 24 settembre 2006

Catene ... di montaggio

E così è arrivata l’ora.

Cara ultima piccola, sei diventata adulta.

Sei pronta.

Sai benissimo di cosa sto parlando

E sei perfettamente conscia che la decisione che abbiamo preso per te

è irrevocabile.

Distogli quegli occhioni scuri e dolci.

Non c’è posto per domande.

Sei cresciuta nell’obbedienza,

oggi la sperimenti fino in fondo.

Neppure noi conosciamo il marito,

Monica ne avrà trovato uno degno del tuo sangue,

al solo fine di procreare,

 

P1010085

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

e quanti più cuccioli verranno, meglio sarà.


scritto da: Orkocane alle ore 17:41 | link | commenti (3)
categorie: tenerezza
venerdì, 22 settembre 2006

Infinito

Leggo sul Corriere di oggi un interessante articolo a firma Giovanni Caprara in occasione della conferenza mondiale sulla scienza.

Titolo: <<L’universo non è unico>>

Orkocane!  Il fatto mi inquieta.

- Universo: s.m. L’insieme della materia distribuita nello spazio e nel tempo.

Mi sembra appropriato al contesto.

- Universo: agg. Propriamente “volto verso uno” dall’etimo latino.

Questo mi piace anche di più perché: ovunque io volga lo sguardo troverò l’universo che mi guarda. Quindi sarò, fuor di metafora, al centro dell’universo. E oltre e più lontano, di là da tutti i miliardi di anni luce che posso immaginare sarà ,sì, altro, l'universo. Ma non un altro universo. 

Tutto è unico, ci fosse un altro tutto sarebbero qualcosa.

Cerco di capire con qualche sforzo, disturbato da una indistinta filastrocca che mi ronza nell’orecchio.

 

            “ Lo comprendiamo soltanto adesso potendo indagare con i satelliti delle ultime generazioni… Proprio dallo scandaglio delle profondità cosmiche…”

 

Satelliti, scandagli… La vocina si fa più distinta:

 

                                                            Sempre caro mi fu quest’ermo colle

                                                            E questa siepe, che da tanta parte

                                                            De l’ultimo orizzonte il guardo esclude.

                                                            Ma sedendo e mirando, interminato

                                                            Spazio di là da quella e sovrumani

                                                            Silenzi, e profondissima quiete

                                                            Io nel pensier mi fingo…

 

Leo, però! Anche il silenzio non può essere che unico, un silenzio diverso non sarebbe silenzio. Il plurale te lo passo per licenza poetica.

Mi confermo nell’ ipotesi: tutto ciò che è assoluto è necessariamente unico.

 

     “ L’universo in cui viviamo e che vediamo è solo uno dei tanti. Ognuno ha la forma di una gigantesca bolla fluttuante all’interno di un iperspazio a quattro dimensioni. Sulla Terra noi facciamo i conti con tre (larghezza, altezza, profondità) più la quarta che è il tempo.”

 

Rimugino antichi incubi scolastici,  … x,y,z  … curvatura spazio temporale? Ma questa è la relatività!

Questo fatto degli universi plurimi è relativismo.

 

                                                                                            …ove per poco

Il cor non si spaura. E come il vento

Odo stormir tra queste piante, io quello

Infinito silenzio a questa voce

Vo comparando: e mi sovvien l’eterno,

 

Mi viene voglia di dare ragione al Papa, questo ragionamento è perverso, porta alla disperazione e alla solitudine. Poi mi ricordo che lui pensa il suo Dio migliore degli altri Dei sparsi in giro per il mondo e allora lo riconosco per il subdolo che è.

Tutti nell’universo hanno assolutamente bisogno di Dio, quell’infinito silenzio immaginato da dietro una siepe è dentro ciascun essere umano, poi chiamalo come vuoi, ma anche Lui, in quest’ottica, è uno solo.

E poi bolle fluttuanti? Qui le uniche bolle che fluttuano sono dentro alla mia patta!

Uno dei tanti all’interno di un iperspazio? Stai parlando della Decathlon? Universo mare, universo montagna, u. fitness ecc. ecc.

 

     “ Decifrando i buchi neri ci stiamo avvicinando alla materia oscura…”

 

(Spremendo i punti neri ci avviciniamo alla materia pustolosa…) 

 

            “ L’evoluzione, nota Lisa Randall dall’Università di Harward… deve tener conto anche della possibilità che esistano altre dimensioni, forse sette.”

 

Lisa, ma se l’ho letto anch’io su Focus che le dimensioni non contano o …non era Focus??? E poi perché sette, da dove ti viene questo numero biblico, cabalistico, che con il pluralismo degli universi proprio non c’entra nulla?

Perché non 8 che a metterlo sdraiato almeno avrebbe un senso in questo post?

 

                                                            E le morte stagioni, e la presente

                                                            E viva e il suon di lei. …

 

Lei:”Giancarlo, vieni a dormire che domattina ci si alza presto. Dai, facciamo le cosine, ho già qui il Voltaren da spalmarti. Piantala di scrivere cazzate!”

 

                                                                                     …Così tra questa

                                                            Infinità s’annega il pensier mio

                                                            E il naufragar m’è dolce in questo mare.


scritto da: Orkocane alle ore 22:38 | link | commenti
categorie: poesie, o altre cose

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