In questa serata così fresca, tranquilla e dedicata,
ti accarezzo.
Con la mano stringo piano il tuo collo.
Dolce violenza, piacevolmente condivisa.
Un gesto esprime il sentimento che l’hà generato
solo quando la potenza incontra il controllo.
Per cui ora non starnazzare,
amore mio cianotico.
(La chiara, la scura ed io)
Lei ha il suo piccolo mondo grigio fatto di misure prese a paragone.
Un gioco prevedibile.
La scura è geniale, dinamica, potente e fantasiosa. Propone giochi freschi.
Io… io sono vecchio e sinceramente me ne frego.
Ho il mio gioco.
Due sponde di calcio, misura, solo l'omino di centro: 8 punti e messa!
E’ chiaro che si gioca all’italiana.
Solo per questo il birillo rosso vale doppio!Ho un nipote che lavora all’AEM.
Stravaccato a 1800 metri s.m.
mi godo una giornata di fancazzo fra sole e pioggia.
Non ho lavoro, canoni, altre merdate cui correre dietro.
Sono quasi tranquillo.
“Zio, ti vengo a trovare!”
“Si! Caro, mi fa piacere.”
“Sai, sono preoccupato per te, per un eventuale conguaglio
Ho controllato sul terminale e tu non hai comunicato letture dal 2004!”
“E allora?”
“Visto che sei fra quelli che sono migrati da Enel ad AEM noi consideriamo la loro ultima lettura anche se presunta come la nostra prima effettiva...
Mi sale l’ansia.
…per cui molto probabilmente avrai una bolletta di conguaglio molto cara.
Fammi avere con un sms una lettura corrente, così, se posso, ti inserisco i dati in modo da farti pagare sto’ conguaglio un po’ alla volta.”
L’ansia è salita.
Minacciato di conguaglio dalla mia stessa razza.
Se mi troverete impiccato nel locale contatori…
non date colpa all’AEM
Ma, …Nico!!!???
(Formigoniane SS 36 e 38 ad ottima viabilità)
Tralascio le code tra Ardenno e Delebio. (Un giorno spiegherò perché le rotonde, che da quelle parti spuntano dalla sera alla mattina come crop circles, diventano un serio problema in caso di circolazione ad alta prevalenza unilaterale)
Corrono più di sessanta chilometri dalla galleria di Abbadia Lariana a Monza, sciroppati a passo d’ uomo.
Uno stillicidio, un’endovena.
Il mio passeggero, dopo quattro ore di tentativo di viaggio, mormorava a tratti, lo sguardo perso nel fiume di stop scintillanti, il nome del suo gattino, a mò di esclamazione.
Ma lui è giovane, non è abituato.
In una situazione del genere ti aspetteresti che l’Anas, venendo incontro al disagio del viaggiatore, lanciasse variabili messaggi di incoraggiamento, di sostegno psicologico, che so:
“Tieni duro, altri ce l’ hanno fatta!”
“Sei quasi fuori dal tunnel”
“Pensa a quelli che sono partiti dopo J”
Oppure, fermo in galleria dietro ad un limaccioso furgone d’antan, gradiresti un richiamo a piccole norme di educazione stradale:
“In caso di coda in galleria è raccomandabile spegnere il motore”
Più esplicito e scherzoso:
“Spegni quella vecchia caffettiera, stronzo, che tanto sei fermo e altro non puoi fare che grattarti le balle!”
“Le strade le asfaltiamo noi, se volete asfaltarvi i polmoni, tenete pure accesi i vostri luridi motori”
Sarebbe geniale se inventassero i “pannelli a messaggio variabile enigmistico” che proponessero un Sudoku facile con soluzione dopo quattro chilometri, uno difficile con la soluzione a dieci, uno diabolico soluzione a Monza, premio consegnato dal Presidente del Comitato per il tunnel!
Così, per passare il tempo in compagnia, nascondere col gomito il tuo foglietto dallo sguardo avido di quel copione che dall’alto del Suv cerca di capire dove stai mettendo un sette.(Tutti i tipi Suv, pagando più tasse, si sentono ora autorizzati a fare le cose più immonde e stupide, come copiare il sette del Sudoku… ma forse era così anche prima)
INVECE NO!
Invariabilmente i pannelli a messaggio variabile recitano:
“Rispettate i limiti di velocità”
Orkocane!
SatANASso, mi stai prendendo pure per il culo.
Bramo un pesciolino nero! (finalmente consapevole)
Sempre tu?!
L’ultimo mio amorino:”Anch’io voglio un pesciolino rosso.”
Dubito sull’accostamento:
“Carlotta, mi sarai mica diventata milanista?”
“No, è che qui pesciolini azzurri non ce n’è”
(Quanto sei cara piccina)
OK: due pesciolini neri con le grandi vele.
Passo alla cassa… no! Nella boccia di prima… NO!
Prendiamo una vaschetta quadrata, almeno non gli gira la testa.
Benvenuti, Gino e Gregorio.
Fine della seconda puntata
(A…bramo)
L’era dell’acquario,
era Luciferina,
puzza di zolfo…
o di acquario.
Avete mai annusato l’acqua di un acquario?
Acqua dolce?
Acqua mefitica, stagno, pantano.
Nessuno immagina le schifezze che stanno in un acquario!
“ Bramo un pesciolino rosso, anzi, no! Quello lì nero, con le grandi vele, … è bellissimo: Abramo!”
Non so perché, hai scelto tu, piccolo amore, il pesce e il nome.
E la boccia.
E' cominciata così.
Lavarlo col sapone liquido (Dousse-Dousse? Dous-Dous? Doce-Doce? Dusdus?) non è stata la tua idea più brillante:
Abramo l’è sciupà! (ndr: Abramo ci ha lasciati!)
Fine della prima puntata di “Un posto in acqua.”
E così è arrivata l’ora.
Cara ultima piccola, sei diventata adulta.
Sei pronta.
Sai benissimo di cosa sto parlando
E sei perfettamente conscia che la decisione che abbiamo preso per te
è irrevocabile.
Distogli quegli occhioni scuri e dolci.
Non c’è posto per domande.
Sei cresciuta nell’obbedienza,
oggi la sperimenti fino in fondo.
Neppure noi conosciamo il marito,
Monica ne avrà trovato uno degno del tuo sangue,
al solo fine di procreare,

e quanti più cuccioli verranno, meglio sarà.
Leggo sul Corriere di oggi un interessante articolo a firma Giovanni Caprara in occasione della conferenza mondiale sulla scienza.
Titolo: <<L’universo non è unico>>
Orkocane! Il fatto mi inquieta.
- Universo: s.m. L’insieme della materia distribuita nello spazio e nel tempo.
Mi sembra appropriato al contesto.
- Universo: agg. Propriamente “volto verso uno” dall’etimo latino.
Questo mi piace anche di più perché: ovunque io volga lo sguardo troverò l’universo che mi guarda. Quindi sarò, fuor di metafora, al centro dell’universo. E oltre e più lontano, di là da tutti i miliardi di anni luce che posso immaginare sarà ,sì, altro, l'universo. Ma non un altro universo.
Tutto è unico, ci fosse un altro tutto sarebbero qualcosa.
Cerco di capire con qualche sforzo, disturbato da una indistinta filastrocca che mi ronza nell’orecchio.
“ Lo comprendiamo soltanto adesso potendo indagare con i satelliti delle ultime generazioni… Proprio dallo scandaglio delle profondità cosmiche…”
Satelliti, scandagli… La vocina si fa più distinta:
Sempre caro mi fu quest’ermo colle
E questa siepe, che da tanta parte
De l’ultimo orizzonte il guardo esclude.
Ma sedendo e mirando, interminato
Spazio di là da quella e sovrumani
Silenzi, e profondissima quiete
Io nel pensier mi fingo…
Leo, però! Anche il silenzio non può essere che unico, un silenzio diverso non sarebbe silenzio. Il plurale te lo passo per licenza poetica.
Mi confermo nell’ ipotesi: tutto ciò che è assoluto è necessariamente unico.
“ L’universo in cui viviamo e che vediamo è solo uno dei tanti. Ognuno ha la forma di una gigantesca bolla fluttuante all’interno di un iperspazio a quattro dimensioni. Sulla Terra noi facciamo i conti con tre (larghezza, altezza, profondità) più la quarta che è il tempo.”
Rimugino antichi incubi scolastici, … x,y,z … curvatura spazio temporale? Ma questa è la relatività!
Questo fatto degli universi plurimi è relativismo.
…ove per poco
Il cor non si spaura. E come il vento
Odo stormir tra queste piante, io quello
Infinito silenzio a questa voce
Vo comparando: e mi sovvien l’eterno,
Mi viene voglia di dare ragione al Papa, questo ragionamento è perverso, porta alla disperazione e alla solitudine. Poi mi ricordo che lui pensa il suo Dio migliore degli altri Dei sparsi in giro per il mondo e allora lo riconosco per il subdolo che è.
Tutti nell’universo hanno assolutamente bisogno di Dio, quell’infinito silenzio immaginato da dietro una siepe è dentro ciascun essere umano, poi chiamalo come vuoi, ma anche Lui, in quest’ottica, è uno solo.
E poi bolle fluttuanti? Qui le uniche bolle che fluttuano sono dentro alla mia patta!
Uno dei tanti all’interno di un iperspazio? Stai parlando della Decathlon? Universo mare, universo montagna, u. fitness ecc. ecc.
“ Decifrando i buchi neri ci stiamo avvicinando alla materia oscura…”
(Spremendo i punti neri ci avviciniamo alla materia pustolosa…)
“ L’evoluzione, nota Lisa Randall dall’Università di Harward… deve tener conto anche della possibilità che esistano altre dimensioni, forse sette.”
Lisa, ma se l’ho letto anch’io su Focus che le dimensioni non contano o …non era Focus??? E poi perché sette, da dove ti viene questo numero biblico, cabalistico, che con il pluralismo degli universi proprio non c’entra nulla?
Perché non 8 che a metterlo sdraiato almeno avrebbe un senso in questo post?
E le morte stagioni, e la presente
E viva e il suon di lei. …
Lei:”Giancarlo, vieni a dormire che domattina ci si alza presto. Dai, facciamo le cosine, ho già qui il Voltaren da spalmarti. Piantala di scrivere cazzate!”
…Così tra questa
Infinità s’annega il pensier mio
E il naufragar m’è dolce in questo mare.